La storia delle serie tv passa da Willy il Principe di Bel-Air

di Valerio Fiormonte

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La storia delle serie tv passa da Willy il Principe di Bel-Air

Questa è la maxi-storia di come la mia vita è cambiata, capovolta, sottosopra sia finita, seduto su due piedi qui con te, ti parlerò di Willy, superfico di Bel-Air”. Per 3 anni, dal 1993 al 1996 il motivetto di questa serie TV è stato un grande tormentone, che dura ancora oggi.

Willy, il Principe di Bel-Air è davvero una di quelle serie che non possono essere dimenticate e che non possono non essere amate alla follia. Il merito va in gran parte al protagonista, che di certo non ha bisogno di presentazioni: Sua Maestà Will Smith, che conta attualmente una trentina di film e, ahimè, un paio di candidature agli Oscar e cinque ai Golden Globe, inspiegabilmente senza aver mai vinto nessuno dei due premi. Parafrasando la sigla, possiamo dire che questa è la maxi-serie di come la sua vita sia cambiata, capovolta, sottosopra sia finita grazie a Willy, il Principe di Bel-Air: è grazie a lei, infatti, che si è fatto un nome ed è stato conosciuto ed apprezzato dal grande pubblico.

Will Smith nel ruolo di Willy

La trama, spiegata in gran parte dalla sigla stessa, ci racconta le vicende di Willy, un giovane proveniente dalla periferia di Philadelphia che, per sfuggire alla malavita del posto in cui si trova, si trasferisce dagli zii in un quartiere ricco di Los Angeles, per l’appunto Bel-Air.

La famiglia che lo ospita è la famiglia Banks, molto ricca, che fa parte di un universo totalmente differente da quello a cui Willy è abituato, ed è composta da:
lo zio Philip, interpretato dall’attore e doppiatore James Avery, che in carriera ha preso parte e doppiato qualcosa come 129 serie TV e quasi 50 film;
la zia Vivian, interpretata nelle prime tre stagioni da Janet Hubert-Whitten e nelle ultime tre da Daphne Maxwell Reid. La Hubert-Whitten lasciò la serie a causa di diverbi con Will Smith e violazioni contrattuali (ebbe una gravidanza) che costrinsero gli sceneggiatori ad adattare la trama per lei;
la cugina Hilary, la primogenita della famiglia, viziatissima e lamentosa, interpretata da Karyn Parsons;
il cugino Carlton, interpretato da Alfonso Ribeiro, che oltre ad essere attore è anche un ballerino, comparso tra le altre cose nello spot della Pepsi-Cola con Michael Jackson;

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la cugina Ashley, che stringe subito un bel rapporto con Will e verrà molto influenzata da lui, interpretata da Tatyana Ali;
il cugino Nicholas, che sarebbe il personaggio non previsto dalla trama iniziale, interpretato da Ross Bagley, comparso anche in Indipendence Day insieme a Will Smith;
il maggiordomo Geoffrey, interpretato da Joseph Marcell.

Come descrivere questa serie TV in un solo aggettivo? Esilarante, senza ombra di dubbio, in larga parte grazie alla comicità del protagonista, nonostante avesse solo 22 anni all’epoca (negli USA la serie è iniziata nel 1990), che prende ripetutamente di mira lo zio per essere un tipo corpulento ed il cugino perché basso. La comicità è data anche dai continui contrasti dovuti agli stili di vita differenti tra lui e i Banks, in particolar modo proprio con il cugino, che essendo diligente, serio e responsabile è tutto il contrario di lui. Una menzione di rilievo la merita indubbiamente anche il maggiordomo, il cui personaggio è caratterizzato dalla classica ironia inglese, sottile ma efficacissima.

Willy e il cugino Carlton

Inoltre, questa serie ha tutto ciò che caratterizza la televisione e la cultura giovanile statunitense di quegli anni: dalle risatine in sottofondo dopo ogni battuta alla rottura della quarta parete, fino ai vestiti street style tanto in voga al tempo (Air Jordan, colori vistosi, magliette della NBA e cappellini da baseball); non mancano poi le comparse “stellari” come Naomi Campbell e l’attuale Presidente degli USA, Donald Trump, praticamente onnipresente nelle serie TV degli anni ’90, tra “I Simpson”, “Sex and the City” e “La tata”.

Insomma, su Netflix sono disponibili tutte le stagioni di Willy, il Principe di Bel-Air, quindi se cercate una serie con episodi brevi, divertente e che ha fatto epoca, beh, questa è decisamente quella giusta.