Smemopedia dei fumetti: Wonder Woman

di Michele R. Serra

Smemopedia del fumetto - Storie di Smemo

È triste dirlo, ma è la verità: i supereroi sono un mondo dove le donne non abbondano. Sarà che la maggior parte sono nati al più tardi negli anni Sessanta, tempi in cui la parità tra i sessi non era proprio all’ordine del giorno. Ma in ogni caso, il punto è che c’è solo un personaggio femminile con un nome che sta allo stesso livello di quelli di Superman, Spider-Man, Batman. Un nome che appare sulle pagine dei fumetti americani sin dal 1941: Wonder Woman.

Chi è Wonder Woman?

Diana Prince è un nome che porta con sé un destino. Diana Prince è solo un’identità segreta, come Clark Kent, ma dietro c’è effettivamente la Principessa delle amazzoni, che vivono su un’isola segreta e introvabile, nascosta agli occhi degli uomini. Lei si chiama Diana come la dea della caccia venerata dagli antichi romani, e con le sue colleghe – o parenti – amazzoni passa le giornate sull’isola a esercitarsi nel combattimento. Infatti sa fare cose tipo deviare i proiettili con i suoi bracciali indistruttibili.
Poi succedono delle cose, lei se ne va dall’isola Paradiso, e diventa una vera supereroina che combatte per il bene… ma non è questo il punto, quando si parla di Wonder Woman. Il punto è: chi è alla fine Wonder Woman?

Mille facce di Wonder Woman

In effetti in più di settant’anni di vita editoriale, Wonder Woman è stata tante cose diverse: è stata guerriera implacabile più di Wolverine, è stata simbolo americano più di Superman, negli anni Settanta è stata anche un’icona del femminismo, quando i movimenti delle donne si sono appropriati della sua immagine (e non siamo sicuri che l’editrice DC Comics fosse tanto contenta). Ma la Wonder Woman originale aveva anche un altra caratteristica fondamentale, e cioè l’amore. Nel senso che spesso Wonder Woman non si limitava a prendere a pugni i cattivi, ma arrivava a capire i loro problemi, e spesso a indicar loro una via migliore per risolverli, invece della violenza. Roba che Batman non ci avrebbe mai neanche pensato.

Amore e (forse) un po’ di bondage

Oltre all’amore inteso in senso universale, però, c’era ancora qualcosa di più, nella Wonder Woman originale. Il suo creatore non era uno scrittore di fumetti qualsiasi, ma un professore della Columbia University, tale William Moulton Marston, che faceva lo psicologo ed era considerato uno dei precursori delle idee femministe (ok, pur essendo uomo). Eppure è strano che uno considerato femminista abbia creato una supereroina che in quasi tutti i numeri del suo fumetto appariva sulla copertina in catene, o legata dai cattivi. Marston diceva che era questo il discorso: Wonder Woman era la donna che avrebbe spezzato le catene della dominazione maschile. Ma quelle immagini erano prima di tutto icone di erotismo sadomaso, e tutte le avventure di Wonder Woman, stampate sulla carta, avevano un sottotesto erotico che non si vedeva in nessun altro fumetto dell’epoca. Eccettuato forse per Batman e Robin che dormivano insieme, ma non vorrei fare illazioni…

Sia come sia, il fascino di Wonder Woman in fondo è proprio questo. Che nell’arco di quasi 80 anni di vita su carta e schermo è stata uno dei personaggi più sfaccettati, pieni di sfumature, contraddittori mai esistiti nel mondo dei supereroi. Può essere ironica e serissima, simbolo di femminismo o del suo opposto, quasi erotica oppure solo eroica. Insomma, tutto e il contrario di tutto. Di quali altri supereroi possiamo dire lo stesso?

 Il trailer di Wonder Woman 1984