Wu Ming Contingent Schegge di Shrapnel

di L'Alligatore

Recensioni
Wu Ming Contingent – Schegge di Shrapnel

Secondo album dei Wu Ming Contingent, secondo album convinto, pacifista, dal gran ritmo. Una progressione di canzoni forti, dirette, con esplosione rock nel finale. Tema la guerra, la I^ guerra mondiale, una delle più atroci e vergognose (quali guerre non lo sono?). Nato quasi per caso, a Berlino, nel periodo che stavano scrivendo “L’invisibile ovunque” (uscito lo scorso novembre presso Einaudi), ambientato proprio durante la cosiddetta Grande guerra, è una delle più importanti uscite del 2016.

Nove pezzi che sembrano improvvisati davanti a te ogni volta che gli ascolti, nove pezzi dolorosamente ispirati a testimonianze scritte (poesie, diari, cartelle cliniche e un sacco di altro materiale) di chi venne mandato a morire sui campi di battaglia. Detto questo, capirete che è difficile scindere in singoli pezzi “Schegge di Shrapnel”, disco da ascoltare dall’inizio alla fine con uguale intensità.

Con una pistola puntata alla testa, anzi, davanti al plotone di esecuzione, se dovessi decidere un titolo da ascoltare prima di morire, direi “La tregua di Natale”, il più gioioso e surreale del mazzo, posto quasi all’inizio dell’album, narra del natale 1914, quando soldati dei diversi fronti fraternizzarono, sbattendosene altamente degli ordini. Il disco poi si fa più duro, come la guerra, più rock, con il ritmo giusto e le giuste staffilate di chitarra.