You tube Music Awards 2013

di Marina Viola

Attualità
You tube Music Awards 2013

In questi giorni negli States si parla tanto delle strane cose che stanno succedendo nel mondo virtuale, il flop colossale del sito di Obamacare, ad esempio. Non so se avete seguito, ma qui, paese democratico ma senza istruzione secondaria pubblica o assistenza medica gratuita a tutti, da anni c’è una battaglia feroce tra democratici e conservatori perché Barack propone una specie di sanità per (quasi) tutti. Anni di litigate pazzesche, insulti peggio di Grillo, scene isteriche peggio di Sgarbi, e finalmente passa la legge, ma il sito web dove fare l’application non funziona! Milioni di americani senza mutua ci provano, ma nientre, nisba, nada. Non me ne capacito ancora adesso.

Un’altra cosa successa sul web, nuova, diversa, che ha fatto successone malgrado la pochissima pubblicità è questa: Youtube ha fatto il suo Music Awards, che è una specie di Grammy’s Award, ma solo virtuale, e a votare non è una giuria di fighetti, ma gli utenti di tutto il mondo, metodo che ha portato sorprese a chi pensava di vincere e invece non è stato cagato (ecco dove salta fuori la vera democrazia, altro che assistenza medica!).

A presentare l’evento, che si è svolto a Manhattan, sono stati invitati Jason Schwartzman e Reggie Watts, che hanno improvvisato per ben 90 minuti, girando tra il pubblico (non avevano un palcoscenico su cui stare), e cercando le famose buste con i vincitori dentro a delle torte al cioccolato.

Malgrado il fatto che molti utenti fossero estasiati dall’idea, l’attenzione del pubblico è andata scemando mano a mano che il caos aumentava: a quanto pare non si trovavano le star da premiare, c’erano bambini piccoli che piangevano in braccio ai presentatori, i quali ad un certo punto sono stati coperti di polvere azzurra. Ah già, la la faccia di Schwartzman è stata anche pitturata, metà leone e metà sanguinolenta. Insomma, un casino pazzesco.

A parte questo, ci sono però stati momenti importanti, tipo il video (live) di Eminem, che ha finito con il vincere il premio per miglior artista dell’anno dopo aver cantato Rap God, dal suo ultimo disco. Come l’ho trovato invecchiato!

Il premio per miglior video dell’anno è invece andato a I Got A Boy, delle Girls Generations. Apro una parentesi: questo gruppo, formato da nove ragazze coreane, è conosciuto pochissimo al di fuori dell’Asia, ma siccome, come dicevo, questa è stata una gara globale, hanno ricevuto il maggior numero di voti. Io ho visto il video, e sono rimasta colpita dal fatto che le nove ragazze tutte nascondano le loro fatteszze asiatiche e cerchino di essere bianche: capelli verdi, biondi, rossi, lenti a contatto azzurre, trucco pesante per nascondere il colore della pelle. Mi ha fatto tristezza, devo ammetterlo. Ma sono contenta che abbiano vinto loro (che non sono affatto originali, ma è un mio parere personale) e non Justin Bieber, che mi piacerebbe schiaffeggiare almeno due ore al giorno. Chiusa parentesi.

L’evento della serata che però ha colpito di più sia il pubblico che la stampa è stata la lacrimuccia di Lady Gaga, che si è presentata vestita relativamente sobria: niente, trucco, maglietta semi normale, se non fosse stato per il fatto che non aveva i pantaloni, aveva delle scarpe assolutamente improbabili e una dentiera stranissima. Ha cantato la sua nuova canzone, Dope, al pianoforte, e si è commossa di se stessa. Sindrome premestruale?

Nel pezzo pubblicato ieri su Rolling Stone Magazine potete trovare queste e altre cose strane accadute domenica sera. È, ovviamente, in english (però ci sono le foto). Invece, per la lista di tutti i vincitori, andate qui.

Personalmente, quello che a me è piaciuto di più è stato lo spot mandato su youtube a settembre per lanciare la serata, fatto magistralmente da Jason Schwartzman, di cui sono perdutamente innamorata (è un segreto).