Young Till I Die Per Marco Mathieu

di L'Alligatore

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Young Till I Die – Per Marco Mathieu

Il 6 marzo scorso, in occasione del 55° compleanno del musicista, giornalista e scrittore torinese Marco Mathieu, è uscito “Young Till I Die”, disco in formato 10’’, vinile colorato e serigrafato. Mathieu purtroppo non ha potuto sentirlo, probabilmente, perché dal 13 luglio 2017 è in coma, a seguito di un brutto incidente automobilistico. Roberto “Tax” Farano, che con Mathieu fondò negli anni ’80 i Negazione, e il giovane chitarrista/compositore Paolo Spaccamonti, hanno voluto fortemente questo piccolo ma importante disco con due pezzi significativi.

“Young Till I Die” è una nuova canzone pensata appositamente per Mathieu, mentre “Lo spirito continua” è un brano storico del musicista torinese, scritto proprio con Tax Farano. Sono questi i due pezzi del disco/tributo, uscito grazie alla label indipendente Escape From Today, con la produzione di Ezra nel suo Nomad Studio. Autentica musica dal più vero e genuino underground italico.

Ne abbiamo parlato con Tax Farano e Paolo Spaccamonti.

Come è nato Young Till I Die?

Paolo: Tutto è nato una sera di marzo dell’anno scorso all’Amantes, locale storico di Torino in cui si celebravano i 35 anni dei Franti. A fine serata Tax ed io ci siamo ritrovati al bancone a chiacchierare, e un amico comune (il Lungo) vedendoci insieme ci ha proposto di formare un duo. L’idea ci è sembrata interessante e pochi giorni dopo ci siamo sentiti per discuterne. Musicalmente non sapevamo da dove partire ma sin da subito l’intento è stato chiarissimo: creare qualcosa per Marco Mathieu, un abbraccio simbolico che riuscisse a travalicare la tragedia per riportare l’attenzione su di lui e le tantissime cose che negli anni ha fatto e che in qualche modo ci ha trasmesso.

Perché questo titolo? … cosa vuol dire?

Tax: “Young Till I Die” è una frase che incidevamo sulle medagliette stile piastrine dei marines in Vietnam e che ci regalavamo a vicenda all’epoca dello split tape “Mucchio Selvaggio”, quando tra l’84 e l’85 nascevano i Negazione e il Declino. Era anche un pezzo dei Seven Seconds, gruppo hardcore americano che ci piaceva molto. Per me ha rappresentato sempre un inno alla vita, all’attitudine positiva verso la vita, in ogni caso e fino alla fine. In maniera istintiva mi è venuto in mente quando abbiamo deciso con Paolo di suonare per Marco, dedicandogli come un abbraccio la nostra musica. E perché non conosco altra persona al mondo che più di Marco incarna la voglia di vivere, lottare, amare, ridere.

Come è stata la genesi del disco, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?

Paolo: Ci siamo ritrovati a suonare senza quasi conoscerci, ognuno col proprio stile ben definito. Inizialmente l’idea era quella di rivisitare in chiave chitarristica alcuni brani famosi a cui Marco è particolarmente legato… dovevamo pur partire da qualcosa. Presto però ci siamo resi conto che sarebbe stato decisamente più interessante metter mano al repertorio dei Negazione e parallelamente creare qualcos’altro di inedito per cui abbiamo accantonato l’idea iniziale per gettarci a capofitto sul resto. Per quanto riguarda la cover è stato interessante prendere due brani come “Lei ha bisogno di qualcuno che la guardi” e “Lo Spirito continua” e fonderli insieme. Sulla carta potrebbe sembrare azzardato e probabilmente lo è, ma il risultato ci è piaciuto subito per cui siamo andati avanti. Stessa cosa per “Young Till I Die”: Tax aveva questo riff che immaginava di sviluppare in chiave dub. Lo abbiamo suonato per ore e girava bene, semplice e diretto. A quel punto si trattava solo di decidere chi potesse metterci mano in fase di registrazione per renderlo realmente dub (se non altro nell’attitudine e nella pasta sonora) e a quel punto è stato naturale per me proporre Ezra vista la sua ecletticità e amore per il genere, oltre all’amicizia che ci lega da anni. Questo perché – a rischio di apparire melenso – mi sento di affermare che “Young Till I Die” è un disco di amici che celebrano l’amicizia; senza di essa non sarebbe esistito.

Perché un disco con due soli pezzi e non qualcosa di più lungo?

Tax: Quando ci siamo trovati a suonare non ci siamo posti limiti, e alla fine sono usciti questi due pezzi. Non avevamo bisogno di un album intero per esprimere quello che volevamo. La rivisitazione di “Lo Spirito Continua” si è prestata subito all’incontro con i suoni e le atmosfere che Paolo riesce a creare meravigliosamente con la sua orchestra invisibile e il mettere insieme riff di altri pezzi sempre dei Negazione ci è piaciuto subito anche per il senso di “viaggio” attraverso quell’avventura durata dieci anni. “Young Till I Die” l’abbiamo invece scritta insieme e secondo me trasmette bene le emozioni che provo dall’incidente di Marco. Un grande dolore quando penso alla situazione attuale, una gioia intensa al pensiero di quanto abbiamo condiviso assieme.

Come è stato scelta la label Escape From Today per produrre il disco?

Paolo: Come accennavo prima l’idea era quella di coinvolgere persone vicine a noi e a Marco che avessero voglia di spendersi in base alle proprie capacità ed attitudini. In questo senso Escape From Today, etichetta che ha prodotto molti miei dischi, ha più volte dichiarato di essere nata grazie e soprattutto ai Negazione. È stata loro, nel 2016, l’idea di celebrare con una piccola festa il trentennale de “Lo Spirito” al Dunque, locale torinese a cui siamo particolarmente. Per realizzarlo avremmo potuto coinvolgere personaggi molto famosi, i Negazione sono davvero un’istituzione di livello mondiale, ma non avrebbe avuto senso. Proprio per questo il disco non avrà distribuzione canonica ma sarà ordinabile solo ed esclusivamente dal sito di Escape From Today. Stessa cosa per quanto riguarda il formato digitale che non sarà reperibile su portali streaming come Spotify e simili ma solo ed esclusivamente su pagina bandcamp dei Negazione (da cui si potrà anche acquistare) ed Escape. Per quanto possibile ci piace l’idea che l’iniziativa conservi un profilo intimo, senza troppo clamore.

Molto bella la copertina di Deemo. Come è nata?

Tax: Deemo è un grande amico proprio dei primi anni dei Negazione, veniva in tour con noi. Ha curato i nostri primi dischi, la sua collaborazione è stata naturale, non ha esitato un secondo a essere dei nostri, e come noi ha abbracciato Marco alla sua maniera con questa copertina che, per me, è di una bellezza commovente. Ognuno ci vedrà quello che vuole, io ci vedo un pezzo della mia vita.

Come presentate dal vivo il disco? … sono previste altre iniziative?

Paolo: Non credo lo suoneremo mai dal vivo, non ci interessa. Per quanto riguarda le iniziative mercoledì 6 marzo, giorno dell’uscita ufficiale del 10” e compleanno di Marco, c’è stato il release party al Dunque. Quella sera molti dei partecipanti al progetto (quindi Tax, il Lungo, Paolo Ferrari, io, Ezra, Alessandra di Escape e altri in via di definizione) si sono alternati alla consolle per un dj set. Oltre a questo si potrà acquistare il vinile i cui proventi andranno interamente devoluti alla famiglia di Mathieu. Per il resto chissà, ci auguriamo sia solo l’inizio di iniziative simili, vedremo.

Altro da dichiarare?

Tax: Vorrei solo ringraziare tutti quelli che hanno calorosamente partecipato a questo progetto condividendo l’amore per Marco.