Zocaffè, Esaurimento

di L'Alligatore

Recensioni
Zocaffè, Esaurimento

Ritornano gli Zocaffè, ritornano con un disco dal titolo emblematico, “Esaurimento”. Esaurimento, a significare la fine di un ciclo, per aprirsi a un altro, visto che il gruppo si è rinnovato, e si tratta (per ora) di un pop-folk-duo. Esaurimento come metafora di una società satura di informazioni, dove si sono esauriti gli spazi per dire qualcosa di nuovo, quindi il tema dell’incomunicabilità  in primo piano… ma non solo.

Dieci pezzi intensi, dello stesso colore, dove è difficile dire quale sia il migliore. Se proprio devo farlo dico “Il Tempo” per il gran ritmo e il bel testo sul tempo (per l’appunto), che passa … come sul tempo che passa è sicuramente “Fenech (Pt.1)” e “Fenech (Pt.2)”, due brani di un pop ironico e nostalgico messi strategicamente in testa e in coda al disco (l’attrice francese a ricordo di anni che non torneranno più, con tanto di campionamento da qualche sua commedia sexy). Interessante anche la title-track, ipnotico rock elettrico a tratti danzereccio e “Luna” per l’elettrica malinconia di fondo.

In copertina due profili abbastanza simili, ma con qualche piccola differenza: un uomo e una donna, tutti e due con tratto molto spigoloso e grossolano; uno dei due dotato di un grosso orecchio e l’altro dotato di una grossa bocca, per dire, come mi ha spiegato Antonio Giagoni degli Zocaffè “Chi parla non ascolta e chi ascolta non parla”. Ascoltiamoli.