Campovolo 3D – Il film

Ligabue, il nuovo film 3D, Campovolo 2.011 in uscita domani in 300 sale cinematografiche porta il concerto sul grande schermo.

Il palco, amplificatori assurdi ovunque, i video, le tre band, una ventina di pezzi tra i più belli, lui che canta per ore e la luna che è un po’ amplificata pure lei, scenografia ideale per Certe notti. Le orecchie ronzano, il cuore batte coi bassi, braccia in alto e applausi.

campovolo 2011 film
Il cantautore Luciano Ligabue – Credits: ANSA FOTO – smemoranda.it

Non sto parlando dello scorso 16 luglio a Reggio Emilia, ché una recensione con calma va bene ma cinque mesi dopo è troppo.
Parlo del nuovo film in 3D di Campovolo 2.011, in uscita domani in 300 sale cinematografiche di tutta Italia. Bellissimo, davvero, come essere al concerto. Senza pogo, caldo, zanzare e bagni chimici. Regia, fotografia, ritmo, montaggio. E la musica, ovvio.

La recensione sarebbe finita. Poi stamani leggo la Signora Aspesi sulle pagine de La Repubblica, in merito a una cinenovità, The artist (il primo film muto e in bianco nero del nuovo millennio, operazione retrò pare riuscita) e decido che per parlare della cinenovità nostrana (è la prima volta in Italia che un film-concerto è realizzato in 3D), potrei anche ispirarmi… al contrario. Fin dal titolo.

Il suo: “Silenzio in sala. L’amore? Muto e in bianco e nero.”
Il mio: “80 decibel in sala. L’amore? Musica e colore.”
Il suo commento: “… mentre si comincia a non poterne più dell’eccesso di 3D con insopportabili occhialini che isolano dal film…”
Il mio commento: “… mentre non se ne ha mai abbastanza dell’immersione nella profondità del film, anche grazie a quei geniali occhialini”
E ancora:
Il suo: “… il film trae dalla sua incongruenza la capacità di divertire”
Il mio: “… il film trae dalla sua perfetta orchestrazione la capacità di appassionare”.
A proposito, la regia del concerto è di Cristian Biondani, quella del film di Marco Salom, audio mixato negli studi californiani di George Lucas.

L’elenco delle canzoni non ve lo propongo, basti sapere che sono tutte contenute nel nuovo Live CD, triplo, neanche a dirlo: l’intero concerto di Campovolo + 3 inediti!

A proposito, le 3 cose che mi sono piaciute di più: Ho ancora la forza, cantata senza band, con il solo accompagnamento di armonica a bocca, flauto traverso e viola (3 in uno, voglio dire uno per volta ma sempre lo stesso musicista). Poi gli inserti privati, parlati, in cui il Liga si mostra per come è fuori dal palco (cioè identico a com’è oggi sul palco, e identico a com’era sul palco vent’anni fa, quant’era figo: Marlon Brando è sempre lui) mentre cazzeggia coi suoi amici di sempre, il fido Maioli, suo fan della primissima ora e grande manager, che ha voluto fortemente Campovolo; Massimo, il “guastatore da discoteca”; Giovanni, “profeta all’incontrario” (predisse un’estate torrida prima del tour più piovoso di sempre) e Paolo, attore metalmeccanico.

Quindi non è vero che emerge un ritratto inedito dell’artista, anzi, emerge il ritratto autentico e familiare di un amico e un senso di intimità che, come dice un ragazzo intervistato nel docu-video introduttivo by Smemo, “sembra di essere a casa sua”. Infine, mi piace l’idea che chiunque possa vivere quell’esperienza, che non è proprio come viverla live ma come dice il Liga “è la cosa che più ci si avvicina”. Basta concentrarsi sei secondi sulla propria vita e calarsi tra palco e realtà: il meglio deve ancora venire e non sarà virtuale.

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