La violenza del petrolio sul delta del Niger

Oltre 700 siti di estrazione di petrolio sono situati sul delta del fiume Niger. Muoiono i pesci, si ammalano i nativi

“Non abbiamo acqua potabile né allacci al sistema idrico. La nostra unica fonte d’acqua da bere sono le pozze e i fiumi vicini. Adesso non possiamo più bere l’acqua perché è inquinata. Dovunque vai vedi pesci morti e strati di petrolio sulla superficie”.

Guerra Nigeria
La drammatica guerra in Nigeria (AnsaFoto) – smemoranda.it

La denuncia proviene da Ebimobowei Ndiwarel, leader dei giovani del clan degli Egberiri-Biseni, una popolazione che vive nel Bayelsa State, nella zona del Delta del fiume Niger, nel sud della Nigeria. In un remoto villaggio di questa zona sorge anche un pozzo petrolifero di proprietà dell’Eni-Agip che dall’inizio di maggio, probabilmente per l’eccessiva pressione esercitata su un oleodotto ormai logoro, riversa parte del suo prezioso prodotto nel territorio circostante.

Risultato: distruzione di terreni coltivabili e inquinamento dell’unica fonte di acqua potabile della zona, con moria di pesci nei fiumi e nei laghi circostanti. Il peggior disastro ambientale degli ultimi anni, a detta della gente che vi abita. Aggravato anche dal rischio epidemie. Per questo la comunità locale, di cui si è fatto portavoce Ndiwarel, ha imposto un ultimatum all’Agip e alla sua joint venture con il governo nigeriano, la Nigerian Agip Oil Company Ltd (Naoc), affinché rimedi al danno ambientale.

Il sesto produttore di petrolio al mondo

La minaccia è quella di interrompere le estrazioni: tutti i ragazzi, le donne e i bambini saranno mobilitati per occupare le strutture dell’Agip nel caso in cui non provveda alla pulizia dell’area inquinata. Ndiware ha anche dichiarato che la forte presenza di soldati e forze di sicurezza nell’area non impedirà le azioni.

La Nigeria è il sesto produttore mondiale di petrolio al mondo ed ha riserve stimate sino a 31,5 milioni di barili, depositate prevalentemente nella zona del delta del Niger. Membro dell’Opec, estrae oltre due milioni di barili di greggio al giorno. La Naoc, con la quota del 10% della produzione nazionale, è il quarto produttore di petrolio in Nigeria ed è al 20% dell’Agip.

L’Eni è presente nel paese africano dal 1962 e detiene partecipazioni anche in altre società. La violenza e le tensioni etniche e politiche nella zona del Delta sono purtroppo una triste costante. Dallo scorso marzo gli scontri tra le comunità Ijaw e Itsekiri hanno portato all’interruzione delle attività estrattive della Shell e della Chevron, causando una riduzione del 40% della produzione nigeriana.
(Fonte: Il Manifesto)

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