Dischi per aspettare l’inverno: Setak, Erica Boschiero, Metibla

di L'Alligatore

Recensioni

Setak – Alestalè

Per me Alestalè di Setak è disco dell’anno. Il titolo significa in abruzzese “Sbrighiamoci”, cioè un’esortazione ad andare avanti, senza farsi influenzare da ciò che succede intorno. Cantato tutto in dialetto abruzzese è un album ricco di suoni e parole, ritmo, chitarre. Setak, giunto al secondo disco (entrambi hanno sfiorato il Premio Tenco), è anche chitarrista per altri dalla Mannoia alla Rettore, Tommaso Paradiso. Un vero talento con questo strumento, sia in acustico che in elettrico a sentire le canzoni di “Alestalé”, pezzi rock e blues, a tratti pop e cantautorali e se vogliamo anche un po’ world. A tratti ricorda la sfrontatezza di un Rino Gaetano, o la tranquillità di un Pino Daniele (alcune sue canzoni le vedrei bene in un film di un nuovo Troisi), ma non vorrei fuorviarvi, Setak è Setak, e ne sentiremo ancora parlare molto…

Erica Boschiero – Respira

Gran disco da una gran voce: il disco è Respira, la voce è quella di Erica Boschiero. Come dice Giò Alaimo nell’introduzione del pregiato libretto di casa Squi[libri] editore, “la Boschero canta con una delicatezza e leggerezza che è di pochi”. Sottoscrivo in pieno, e carico dicendo che le tematiche sue sono forti, mica cosette musica leggera: dal dramma dell’immigrazione ai problemi ambientali, dalla violenza sulle donne alla ricerca d’amore. Ecco, io penso che questa società abbia bisogno d’amore e “Respira” conferma, con amore, la mia idea. Chitarra/voce che sovrasta tutto, con la sua semplicità, la Boschiero mi ha ricordato il Bob Dylan più folk e impegnato. Non voglio caricarla di responsabilità, ma è quello che sento. Ascoltate la title-track o “E resta il grano” cantata in coppia con Neri Marcorè, ascoltate “La memoria dell’acqua” o qualsiasi suo altro pezzo e ditemi se ho torto o ragione…

Metibla – Stanno tutti male

Ci vuole coraggio a intitolare un disco Stanno tutti male, bravi ai Metibla di Riccardo Ponis averlo fatto. La band romana di electro-rock alternativo, al primo disco interamente in italiano, ha pensato bene di dedicarsi ai mali del nostro tempo: amori per finta, mancanza di mete, isolamento, infelicità. Dieci pezzi forti, con testi da mandare a memoria, sull’incomunicabilità ai tempi dei social, sul male necessario per vivere bene, accettando tutto per riuscire a superare periodi duri. Detto questo, non pensatevi un album tristo, “Stanno tutti male” è pieno di ritmo, ritornelli da mandare a memoria e cantare a qualche loro concerto, sperando prima o poi i Metibla ritornino sui palchi (“Misantropia portami via/Misantropia unica via” per esempio). Devo dire che mi hanno sorpreso, provate ad ascoltare “Stanno tutti male”, insieme ai due album precedenti, e magari sorprenderanno anche voi.