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Trapattoni, un amico chiamato Gioppino

di Gialappa's band su Smemoranda 1994 - Amici e nemici

“Non compriamo dei giocatori qualunque per fare del qualunquismo.” 
“Il Napoli giocherà domenica per aggrapparsi a quei... come si chiamano... atolli di salvataggio.”
“Be’, è estremamente delicato un tema che si era già dibattuto sul quale si andrebbero ad avere delle alienazioni, squadre di... o città minori e quindi tutto sommato ritengo che in questa forma possa mantenere e gestirsi sull’arco nazionale ancora abbastanza equamente ben distribuito.”
“Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco.”
Le frasi che avete appena letto sono state proferite da Giovanni Trapattoni nel corso della sua lunga e onorata carriera. Ma voi vi starete chiedendo, cosa c’entra Trapattoni con il tema della Smemoranda di quest’anno? 
Ebbene, le risposte possibili sono due: 1 – non c’è venuto in mente nient’altro su cui scrivere
2 – Trapattoni è un personaggio che non conosce mezze misure, o è amato o è odiato, e noi vogliamo parlarvi di chi lo ama e di chi lo odia e cercheremo di capire il perché di tutto ciò.
Giovanni Trapattoni (detto il Trap perché come trapana le balle lui ai giocatori non lo fa nessuno) ha sempre avuto due nemici giurati: Arrigo Sacchi e la lingua italiana.
Con Sacchi (il profeta della squadra schierata a zona) Trapattoni (il profeta della squadra schierata a cazzo) ha sempre avuto dei civili battibecchi improntati all’insegna di un’apparente cortesia, mentre con la lingua italiana il Trap ha condotto una lunga ed estenuante guerra fatta di piccoli e grandi dispetti (basti pensare che lo Zingarelli che il Trap tiene in camera, ogni sera puntualmente gli infila il dentifricio nelle scarpe e gli fa il sacco al letto). Eppure Trapattoni ha sempre studiato tanto, e infatti sa a memoria tutte le parole del vocabolario italiano, solo che non ne conosce il significato. In effetti, fin dai tempi delle elementari il Trap dava il meglio di sé in matematica; pensate che in quarta elementare riuscì a prevedere con una precisione impressionante la tabella salvezza della Sanbenedettese nel campionato 48-49, mentre qualche problema Trapattoni lo aveva in altre materie come storia (riteneva che il 4 novembre fosse il giorno in cui era nato Peppino Meazza) e scienze (pensava che il protone fosse un sinonimo di terzino fluidificante). Fortunatamente il Trap vanta anche una folta schiera di ammiratori: i suoi giocatori, ad esempio, nutrono un tale rispetto nei suoi confronti che gli danno sempre del lei quando lo mandano a cagare. Per non parlare di Boniperti, che ogni giorno a Villar Perosa controlla che il Trap si sia lavato i denti e le orecchie perché c’è lo stile Juve da rispettare.
Ma nonostante tutto, noncurante di tutto ciò che lo circonda, Giovanni Trapattoni va avanti per la sua strada fatta di gioie e di dolori e la sera, quando torna a casa, circondato dall’affetto della sua famiglia, per dimenticare tutti i problemi si mette sotto le coperte, prende la Settimana enigmistica, afferra la sua penna stilografica, va alla pagina del Bartezzaghi e in pochissimi minuti riesce a colorarlo tutto!

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