Opinioni
18/09/2011
Un proiettile magico per scrivere - Intervista a Gianluca Morozzi
Gianluca Morozzi, smemorandiano doc, ha da poco scritto un nuovo libro (a quattro mani!): Serena Variabile

di L'Alligatore

Gianluca Morozzi non dorme mai, e se lo fa anche quando dorme scrive. Del prolifico autore bolognese ho da poco letto un libro strano e divertente, dove la comicità si mescola alla magia, l’assurdo al realismo. L’ha scritto assieme ad Elisa Genghini, bionda scrittrice, voce, mente e corpo degli Elymania. S’intitola “Serena variabile”, è uscito presso Castelvecchi e ha come protagonista una certa Serena, ragazza di oggi con un finto fidanzato gay pagato dalla madre perché si finga innamorato, un lavoro infelice come commessa in un negozio di mutande, gusti musicali e cinematografici dozzinali, un’amica messa peggio di lei … per fortuna la vita le riserva un cambio miracoloso. Un bel giorno si trova trasformata in un uomo e capirà molte cose sulla vita, il sesso, gli uomini, il calcio …si ride a crepapelle, si riflette sulla banalità del perbenismo, sembra una storia da film di Almodóvar, o Ferreri, o Roberta Torre … sì, penso che la Torre sarebbe la regista giusta. Per questo ho chiesto a Morozzi di parlarne, di come nasce una storia, di come è nata questa pazza, pazza Serena variabile.

Come nasce un tuo scritto? Come decidi una storia da raccontare? Oppure è lei che decide di farsi raccontare da te?
Generalmente, da un proiettile magico. Davvero. Uno è lì che passeggia per via Indipendenza, e c’è un elfo invisibile con un proiettile magico dietro un portico, mira alla tua testa, tac, il proiettile magico è nel tuo cervello, si apre come un fiore, un attimo prima non avevi mezza idea, un attimo dopo hai questa trama che si dipana nel tuo cranio, personaggi, dialoghi, un finale, un altro finale... quando capita, davvero, è bellissimo. Non capita solo in via Indipendenza. Il finale di “Blackout” è nato in una fogna. Colui che gli dei vogliono distruggere, nell’orinatoio della curva Andrea Costa. Il romanzo in uscita (“Chi non muore”) da due differenti notti insonni.

Com’è nato “Serena variabile”? Chi ha pensato per primo a questa storia di giovani d’oggi, con un pelo di magia? Come avete lavorato insieme?
Ci ha pensato Elisa, l’idea è stata sua, me l’ha proposta un giorno d’estate del 2008 davanti ad un bicchiere di vino in un locale di via Altabella. Mi ha subito molto divertito, ne ho visto le potenzialità, e siamo partiti. Il primo capitolo l’ha scritto lei, e dopo ci siamo sostanzialmente passati la palla... ognuno scriveva fino a un certo punto e poi lasciava all’altro, oppure introduceva un intermezzo, o un nuovo personaggio che poi l’altro riprendeva...

Questa è la prima volta che scrivi un libro a più mani? Rifarai l’esperienza in seguito?
Io lo avevo già fatto con Paolo Alberti, per “Le avventure di zio Savoldi”, e l’ho fatto di nuovo con Heman Zed, scrittore di Padova: il nostro “Lo strano mestiere” uscirà per Guanda nel giugno 2012. Poi ho un altro progetto a quattro mani ancora top secret.

“Serena variabile” è un titolo ironico, perfetto per la vicenda che racconta: Serena che varia e diventa Fausto. Chi l’ha scelto? Avete sempre pensato di intitolarlo così o è stata una scelta dibattuta? Titoli alternativi?
Lo ha scelto Elisa, ispirandosi ad un suo raccontino dal titolo “Serenase baby”, che già presentava l’isterica Serena e il povero Michele. Titoli alternativi non ce ne sono mai stati: era quello fin dall’inizio.

Leggendolo ho pensato che sarebbe una storia perfetta per il cinema del primo Almodóvar. Sarebbe bello vederlo trasformato in film. Ti piacerebbe? Chi vedresti bene a dirigerlo in Italia? Roberta Torre … avete pensato a qualche attore/attrice mentre lo scrivevate?
Abbiamo pensato a un possibile film fin dall’inizio. Anzi, mentre lo scrivevamo pensavamo proprio ai volti dei potenziali attori, un po’ per scherzo, non so, avevamo detto Favino per la parte di Fausto, non mi ricordo chi per il ruolo di Serena... forse Elisa se lo ricorda meglio. Roberta Torre? Quando vuole. Noi siamo qua, i diritti sono liberi. Compratelo!

Progetti futuri? Saranno legati a questo libro? Ci sarà un seguito a “Serena variabile”?
A qualche prossima uscita ho già accennato. Sto scrivendo un nuovo romanzo che non ha niente a che vedere con questi personaggi... ma in “Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen” a un certo punto ho citato un vecchio greco amante dell’alcool che compare all’osteria di Ringo e una misteriosa avventura sessuale della Betty dagli strani risvolti... come si direbbe in altri ambiti, Serena variabile è in continuity. A un seguito non so, non credo, ma chissà, magari ci viene un’idea geniale... non pensavo neppure che avrei mai ripreso Kabra dei Despero, e invece ora sta con Elettra... poverino.

Elisa Genghini, Gianluca Morozzi
SERENA VARIABILE
Castelvecchi

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