Lettera al ragazzo con la pagella cucita nella giacca

di Redazione Smemoranda

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Lettera al ragazzo con la pagella cucita nella giacca

Questo weekend Fondazione Prosolidar ed Emergency hanno premiato a Milano i vincitori della IX edizione del “Premio Teresa Sarti Strada” una delle tante iniziative dell’associazione per portare nelle scuole una cultura di pace. La IX edizione ha visto la partecipazione di 39 scuole primarie e 54 scuole secondarie di I grado con 111 elaborati grafici, 208 composizioni scritte e 45 video.

Tra i lavori premiati, la lettera scritta da Giada Ferrante, Giulia Piricò, Laura Liberti e Laura Zerilli (Classe IIF Scuola sec di I grado Garibaldi di Palermo), studentesse, al ragazzo 14enne morto in un naufragio del Mediterraneo, mentre cercava di raggiungere l’Europa. La riportiamo qui sotto nella sua integrità, perché è importante.

 

Caro Malik, noi non ti conoscevamo, ma sentiamo che c’è qualcosa che ci unisce. Non è il colore della tua pelle, non è la lingua o la religione che crea questa empatia; è qualcosa di più. Qualche giorno fa ti abbiamo visto al notiziario, ci sei sembrato piccolo e indifeso. Da quel momento continuiamo a pensarti!

Non meritavi tutto questo, come non lo meritavano tutte le persone che erano partite insieme a te alla ricerca di un mondo migliore e che invece poi ti hanno fatto compagnia sui fondali. Su quei fondali, che di certo non sono stati comodi come un comune materasso, tu ti sei adagiato, coperto da una massa di acqua che non sarà stata mai calda come la tua vecchia Africa e avvolto da vestiti che non saranno stati certo morbidi e avvolgenti come quelli che pensavi di trovare.

Pensiamo sempre ai terribili giorni che hai dovuto passare su quel barcone, in mezzo a persone sconosciute, resistendo ai morsi della fame e della sete, riuscendo solo ad alzare gli occhi e a pregare di arrivare sano e salvo, con la tua pagella accuratamente ripiegata e conservata in una tasca dei pantaloni. E’ proprio la pagella che tenevi stretta a te, che ci ha impressionato, e ognuno di quelli che non ti ha accolto nel modo giusto nel nostro Paese, non ti ha dato l’opportunità di mostrare quel piccolo foglio di carta che portavi con te, con su scritto all’apparenza dei semplici voti, ma che in realtà rappresentavano i tuoi sforzi, le tue buone intenzioni, le tue capacità, il tuo futuro.

Ci dispiace profondamente pensare che quel foglio, ormai lontano, sarà sbiadito e i tuoi sogni con esso. Caro Malik, da quale terribile situazione volevi scappare? Pensando a tutto questo, non possiamo fare altro che sentirci in colpa e responsabili per averti negato un futuro sereno, in un luogo stabile e senza guerra. Tutto questo a causa di stupidi pregiudizi, dell’ignoranza ancora presente in questo mondo, nella nostra cultura e nella nostra società, che si considera a parole cosi attuale e moderna ma che poi, nei fatti, dimostra di essere spesso disumana.

Di fronte alla situazione di tanti migranti e rifugiati, può mai esistere una civiltà che non mostri solidarietà e accoglienza nei confronti di chi lotta per la sopravvivenza e per una vita dignitosa? Può ancora esistere chi pensa di vivere isolato tra i confini del suo paese, senza integrarsi con altre culture? Avremmo voluto essere lì per convincerti che in fondo non tutta la gente di questo Paese è come quella che non ti ha fatto arrivare qui. Non tutti capiscono che la “diversità” può solo essere fonte di ricchezza e stimolo per crescere e migliorarsi.

E’ proprio vero che “se ciascuno di noi facesse il suo pezzettino, ci troveremmo in un mondo più bello senza neanche accorgercene”; però è anche vero che se tutti avessimo fatto il nostro pezzettino, tu di certo saresti ancora qui con noi! Scusaci per tutto, Addio, piccolo Malik.

Questa è la vignetta che il disegnatore Makkox ha dedicato a Malik qualche mese fa