Sacerdotesse, imperatrici e regine della musica

di L'Alligatore

Le Smemo Interviste - News
Sacerdotesse, imperatrici e regine della musica

Sacerdotesse, imperatrici e regine della musica è un libro prezioso e unico. Edito dalla nota casa editrice BeccoGiallo, non è un semplice volume di fumetti. Ci sono disegni, sì, belli e colorati, fatti da diversi autori, che con un semplice ritratto danno vita a venti donne della Storia della Musica mondiale che hanno lasciato un segno.

In genere si tratta di donne scomparse, donne della musica nera attive in maggior parte nella prima metà del ‘900, che si sono scontrate contro i pregiudizi di razza oltre che di sesso.

Tra le più significative Nina Simone, Aretha Franklyn, Billie Holiday, Miriam Makeba, Joséphine Baker, Bessie Smith, Blanche Calloway, sorella del più noto Cab. Ma ci sono anche miti non neri, di anni più vicini tipo Janis Joplin, oppure ancora viventi come Joan Baez e Patti Smith. E poi giovani, giovanissime: Rebecca Lane, Sonita Alizadeh, Negin Khpalwak e la Zohra Orchestra.

Per ognuna di loro un bel ritratto, essenziale ma completo, con una playlist da ascoltare, dietro al disegno quasi sempre a colori, per immergersi in tutti i sensi nella lettura.

Clarice Trombella, dj di musica swing e rhythm & blues, chitarrista e speaker radiofonica, ha curato tutti i testi di Sacerdotesse, imperatrici e regine della musica. E ci ha raccontato, prima di tutto, cos’è questo libro.

È un libro scritto e illustrato da diversi disegnatori, la cui lettura è accompagnata da selezioni di brani delle artiste di cui parlo. L’ascolto delle canzoni selezionate è fondamentale perché il lettore possa creare un proprio cortometraggio mentale intimo e personale.

Come sono state scelte le 20 donne?

Volevo che questo viaggio musicale fosse un viaggio attraverso il tempo. Così ho cominciato con Bessie Smith e i suoi spirituals per concludere, temporalmente, con Sonita Alizadeh e il suo rap di denuncia.

Nonostante queste donne siano nate in periodi diversi, in condizioni economiche diverse, sotto regimi politici diversi, hanno moltissimo in comune. Oltre alla passione per la musica hanno tutte un grandissimo senso di giustizia. Condividono tutte gli stessi valori di uguaglianza contro qualsiasi tipo di discriminazione. Sono donne che hanno subito discriminazioni di razza e di genere e che nel tempo hanno portato avanti questa battaglia non solo per loro stesse ma per chiunque.

Perché hanno rivoluzionato la musica? … solo la musica?

Molte di loro hanno modificato e rinnovato in maniera radicale la posizione che le donne occupavano all’interno dell’industria musicale. Wanda Jackson si è disfatta dei canoni femminili che negli anni ‘50 volevano che la donna fosse la regina del focolare per diventare la regina del rock’n’roll. Calypso Rose con il suo talento e la sua tenacia è diventata la prima donna a cantare il Calypso, genere musicale dominato interamente da uomini, scrivendo canzoni di denuncia che portarono a reali cambiamenti legislativi nel suo Paese. Queste artiste hanno messo il proprio talento al servizio di qualcosa di grande. Alcune hanno marciato al fianco di Martin Luther King a Washington nel 1963, altre continuano a rischiare la propria vita per continuare a fare quello che amano (nonostante la povertà e regimi dittatoriali vietino loro), e perché chiunque possa farlo ora e per sempre.

C’è qualche nome che avete escluso a malincuore? Io avrei messo anche Edith Piaf e Yoko Ono per esempio …

Ho dovuto fare una scelta e sono felice di aver scelto queste 20 storie. È giusto mettersi un limite. Molte grandi donne sono rimaste fuori e chiaramente mi rende felice sapere che ci sono moltissime donne di cui poter parlare ancora. Chi non ha fatto parte di questo libro magari sarà presente nel prossimo, se mai esisterà.

E i disegni/disegnatori come sono stati scelti?

Volevo che questo libro venisse illustrato da quanti più illustratori possibili. Era necessario avere quante più mani diverse per poter rappresentare la complessità, l’intensità e la bellezza di queste storie. BeccoGiallo ha accolto la mia richiesta e ha coinvolto i suoi disegnatori. Davide Toffolo e Alessandro Grazian sono amici di vecchia data e soprattutto dei grandi musicisti col vizio di disegnare. Ho chiesto loro di partecipare e hanno detto sì.

È prevista una nuova edizione del libro, con altri nomi?

Chissà. Per ora preferisco non sbilanciarmi. Sicuramente c’è ancora moltissimo di cui parlare. Questo libro è solo un assaggio. Ho scelto un linguaggio semplice e lineare perché fosse il più trasversale e inclusivo possibile. Spero che possa accendere qualche miccia affinché il dibattito rimanga vivace e proattivo.