Quando Paolo Broccoli, leader della band psico-rock casertana The Orange Beach, mi ha scritto per descrivermi questo suo progetto, sono stato subito colpito da un nome: Jerry Essan Masslo. Per la mia generazione di trenta/quarantenni, Jerry rappresenta la prima “scoperta” che l’Italia stava diventando un paese d’immigrazione. Scoperta dolorosa, perché nel 1989, quest’uomo, arrivato in Italia dal Sudafrica per fuggire alle persecuzioni razziali del regime di Pretoria, trovò la morte per mano di alcuni balordi di Villa Literno, in provincia di Caserta. Un mese dopo, a Roma, la prima grande manifestazione antirazzista d’Italia, e poi la fondazione dell’Associazione Jerry Essan Masslo, per l’integrazione e l’aiuto agli immigrati.
Ora c’è un cd che lo ricorda, “Terra di Rumore”. Dodici band di Caserta, spinte da una sprezzante frase di un ex ministro della nostra Repubblica, hanno deciso di ricordarlo così. Per presentarlo hanno dato vita pure ad una serie di concerti sul loro territorio, per tenere viva la memoria e raccogliere fondi per l’associazione che porta il suo nome. Il disco è molto vario, ma la tensione morale lo rende decisamente compatto. Un bel prodotto, fatto con cura, vero alternative-rock con la forza dell’onirica “Fairies wear white shoes” dei The Orange Beach a chiudere il cerchio. Ho chiesto a Paolo Broccoli di parlarmi di tutto il progetto. Queste le sue risposte tramite email.
Cos’è Terra di Rumore?
E’ un’iniziativa che mette insieme 11 band casertane (16 Bit, Bufalo Kill, Mad, The Disappearing One, Playmobil From Chernobyl, Kazum, Warm Gun, Il Malpertugio, Psychopathic Romantics, The Invisible Barrier, The Orange Beach), che hanno contribuito a realizzare una compilation i cui proventi verranno devoluti in beneficenza all’associazione Jerry Essan Masslo di Casal di Principe. Il titolo è un omaggio alla Provincia di Caserta, detta anche Terra di Lavoro.
Come è nata l’idea di fare questa compilation?
Circa un anno fa l’allora Ministro Brunetta se ne uscì con una delle sue sparate sostenendo che la “conurbazione Napoli-Caserta è un cancro sociale e culturale. Un cancro etico, dove lo Stato non c'è, non c'è la politica, non c'è la società”. La cosa mi fece girare parecchio le scatole e mi venne l’idea di realizzare un’iniziativa simbolica che testimoniasse che “persino” a Caserta è possibile declinare l’impegno artistico e civile. Contattai un po’ di amici musicisti e gli esposi la mia idea: furono tutti molto disponibili (ci tengo a precisare che la compilation è finanziata dalle band e che per le esibizioni nessuno percepisce un compenso) e insieme individuammo come beneficiario la “Jerry Masslo”, che da anni testimonia col proprio lavoro che Caserta non è solo terra di malaffare. Per l’edizione e le stampe ho chiesto aiuto alla Art & Show Entertainment, di Adriano Conte e Fabio Di Fusco. Contattai Renato Natale, presidente dell’Associazione Jerry Masslo (pensa che proprio il giorno in cui andammo da lui per esporgli il nostro progetto aveva ricevuto una lettera in cui veniva minacciato di morte). Questo ci rese ancora più convinti della nostra decisione di supportarli.
Dove e come sarà possibile sentire e sostenere questo progetto?
Abbiamo organizzato 3 concerti e un’incontro finale in cui renderemo pubblico il bilancio dell’iniziativa: il primo è stato il 7 dicembre a Caserta presso Officina Teatro con Kazum, Bufalo Kill e The Orange Beach, poi il 16 dicembre a Mondragone al Bar Europa, con Warm Gun, 16 Bit e Il Malpertugio, il 17 dicembre a Vairano Patenora al The Divas con The Disappearing One, Invisibile Barrier e Psychopathic Romantics. Infine il 21 dicembre, Press Listening Party c/o Jarmusch Club, Caserta. In queste occasioni è stato possibile comprare il cd. Chi volesse invece acquistare una copia di “Terra di Rumore” per corrispondenza, potrà rivolgersi direttamente all’Associazione Jerry Essan Masslo.
Come si è svolto il lavoro? Dall'ideazione alla realizzazione finale...
Come ti accennavo, ho contattato amici/musicisti che conoscevo personalmente o che comunque avevo avuto modo di ascoltare live. Ognuno ha scelto autonomamente un brano da inserire,mentre per quanto riguarda la copertina è stata realizzata da Nicola della band Il Cielo di Bagdad, che all’inizio avevo contattato per includere nella compilation. Poi per ragioni extra-musicali non gli è stato possibile, ma hanno voluto comunque dare un contributo ed è nata la copertina. Lo sviluppo del progetto grafico l’ha invece curato Pasquale Sorrentino per conto di Art & Show la quale s’è sciroppata tutte le trafile SIAE, il mastering e le stampe. Come vedi io ho fatto da coordinatore, ma dietro c’è il lavoro di tante persone e sono felicissimo di citarli. Un grosso aiuto me l’ha dato anche Max Pieri dei Warm Gun.
Perché l’Associazione Jerry Essan Masslo?
Ci sono tante realtà in provincia di Caserta che meriterebbero di essere sostenute ed infatti vorremmo che questa compilation fosse solo l’inizio di un percorso. Ci piacerebbe, perché ne abbiamo discusso insieme alle band e ai ragazzi dell’etichetta, che diventasse un appuntamento fisso da riproporre negli anni. La Jerry Masslo l’abbiamo scelta perché da anni si fa in quattro per migliorare la condizione degli immigrati. E poi indirettamente è un omaggio alla figura stessa di Jerry Masslo, che vorrei ricordare con le sue stesse parole, direi attualissime:
“Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita, una ventata di civiltà, un'accoglienza che mi permettesse di vivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere né pregiudizi. Invece sono deluso. Avere la pelle nera in questo paese è un limite alla convivenza civile. Il razzismo è anche qui: è fatto di prepotenze, di soprusi, di violenze quotidiane con chi non chiede altro che solidarietà e rispetto. Noi del terzo mondo stiamo contribuendo allo sviluppo del vostro paese, ma sembra che ciò non abbia alcun peso. Prima o poi qualcuno di noi verrà ammazzato ed allora ci si accorgerà che esistiamo”
PER ALTRE INFO E SOSTENERE IL PROGETTO
http://www.associazionejerrymasslo.it/

