Cesare Malfatti, La storia è adesso

di L Alligatore

Le Smemo Interviste - News


La Storia è Adesso, disco dato recentemente alle stampe da Cesare Malfatti con la label indipendente Riff Records, è un disco importantissimo per un sacco di motivi, una delle imperdibili uscite dell’anno. Parla di Storia in modo moderno e allo stesso tempo classico. Quindici canzoni composte dall’ex La Crus i cui testi sono stati scritti da un gruppo di autori più o meno giovani, quindi canzoni per raccontare un momento drammatico dell’Italia e dell’Europa, cioè l’inizio della Grande Guerra, che per il Trentino ha significato il doloroso passaggio dall’Impero Austroungarico all’Italia. A Rovereto uno dei fronti più caldi, con la città evacuata, trentini deportati in un campo di prigionia in Austria, e un podestà illuminato, Valeriano Malfatti, prozio di Cesare, a credere nella pace e nella coesistenza tra i popoli nonostante tutto e a costo anche della propria libertà.

Una bella lezione di Storia, dell’importanza di un’Europa unita non per i mercati, ma per gli uomini. Un album con una confezione strana, un vecchio quotidiano con tutte le canzoni e reperti scritti di un centinaio di anni fa. Cesare Malfatti canta queste canzoni, musicate con il suo gusto utilizzando anche uno “strumento musicale” particolare, di elettronica ante litteram, le Macchine Intonarumori inventate dal futurista Russolo.

L’intervista a Cesare Malfatti

Come è nato “La Storia è adesso”?
“La Storia è Adesso” è nata da un incontro con il MART, nel senso che sono andato al MART (Museo d’arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto) circa un anno e mezzo fa. Con Rovereto ho una certa frequentazione, mio papà è di Rovereto. La famiglia Malfatti viene da Rovereto e lì vado spesso a trovare i parenti. Dopo aver fatto “Una città esposta”, un mio album del 2015 sulle più importanti opere d’arte presenti nella città di Milano, sono entrato in contatto con il direttore del MART Gianfranco Maraniello. Avrei voluto fare un concerto con quell’album ma il progetto non è andato in porto. Il direttore del museo mi ha quindi proposto di pensare qualcosa legato alla famiglia Malfatti e a Rovereto. Quindi è partita una ricerca durata più di un anno e sono venuto a conoscenza di tante cose che ad esempio mio padre nemmeno sapeva, di quanto Valeriano fosse stato importante per Rovereto, e del fatto che addirittura fosse stato rinchiuso nel campo di internamento di Katzenau per irredentismo. Non sapevo nemmeno che la città fu completamente evacuata durante tutto il periodo della I^ guerra mondiale, solo perché era abitata da una minoranza di lingua italiana, una lingua nemica.Tutto queste scoperte mi hanno fatto pensare che si potesse farne un album di canzoni.

Come mai questo titolo?
“La Storia è Adesso” è il titolo della terza canzone su testo di Alessandro Cremonesi, il terzo La Crus. Qui, Alessandro pensa al particolare momento in cui Valeriano Malfatti si trova ad essere parte di una vicenda storica determinante. Egli ha la sensazione di trovarsi a prendere delle decisioni che avrebbero cambiato totalmente la sua storia, ma anche la storia di tutta la comunità.
Nel 1915 Valeriano venne illegalmente destituito dalla carica di podestà e subito dopo incaricato di gestire l’evacuazione completa della città. In quei giorni sicuramente sentì il peso della Storia addosso. Il titolo però in questo caso, come titolo di tutto l’album, l’ho scelto anche per dire che è importante adesso sapere di queste vicende, dobbiamo fare in modo che certi errori non si ripetano. E’ importante l’Europa adesso. Ora tutti gli europei non sono in guerra. Per troppi anni ci siamo fatti la guerra tra di noi!

Come è stato il lavoro di produzione? C’è stata molta ricerca?
Dal punto di vista compositivo sono partito da molti provini, quasi 45 canzoni. Ho fatto ascoltare questi provini a una serie di autori per farne i testi, da sempre io non mi occupo delle parole, preferisco occuparmi solamente della parte musicale, compresa la melodia della voce e di tutti gli arrangiamenti. Gli autori stessi hanno scelto il brano di cui si volevano occupare. Man mano che gli autori sceglievano questi provini io li eliminavo dall’ascolto degli altri autori. Questa scelta sarà durata almeno 4-5 mesi. Dal punto di vista letterario e fotografico, ho poi raccolto per quasi un anno moltissimo materiale, servito ad illustrare l’album come fosse un vero e proprio giornale. Mi sono stati di grande aiuto il Laboratorio di Storia, il Museo Storico della Guerra, la Fondazione Museo Civico e la Biblioteca Comunale, tutti a Rovereto.

Qualche episodio che è rimasto impresso durante la lavorazione di “La Storia è Adesso”?
La cosa che mi ha colpito di più è scoprire quello che aveva fatto Valeriano Malfatti e andare a raccontarlo in famiglia: a mio padre, a mia zia che abita ancora a Rovereto; e stupirmi, che loro non sapessero molto. Mio nonno Cesare, non raccontava molto in famiglia, ma aveva scritto molto su Valeriano Malfatti, suo zio. Uno zio importante visto che mio nonno aveva perso il padre molto presto, a tredici anni e Valeriano fu per lui una sorta di patrigno. Altra particolarità è stata scoprire che, nel campo di internamento a Katzenau, c’erano molte donne della famiglia Malfatti. La moglie di mio bisnonno e due sorelle di Valeriano.

La copertina di La storia è adesso, di Cesare Malfatti

Cosa sono le Macchine Intonarumori di Russolo, e come le avete scoperte e usate?
Le Macchine Intonarumori di Russolo sono degli strumenti musicali molto all’avanguardia per quei tempi, ma in un certo senso molto all’avanguardia tutt’ora. Sono degli strumenti musicali che generano rumori determinati ma rumori che possono essere intonati! All’inizio del secolo erano gli strumenti della musica futurista. È un interesse a cui sono legato da tanti anni. Già come La Crus ne avevamo parlato a Vinicio Capossela. Infatti in “Canzoni a manovella” avevamo partecipato all’arrangiamento di “Pioggia di novembre” e nei crediti del disco c’è scritto: “Alla macchina intonarumori La Crus”, anche se in realtà avevamo solo campionato alcuni inizi di brani altrui. Al MART ci sono quattro Macchine Intonarumori, in realtà sono delle riproduzioni, perché tutte le Macchine Intonarumori costruite da Russolo sono andate distrutte in un incendio a Londra dopo una delle prime esecuzioni. Quindi tutte le Macchine Intonarumori che esistono, adesso, nel mondo, sono tutte riproduzioni dai progetti originali dell’epoca. Ho avuto la possibilità di registrare le quattro macchine Intonarumori del Mart ed ho sfruttato questi suoni per tutto il disco. Molte ritmiche e molte melodie sono state fatte con i rumori di queste macchine.

Come sono stati scelti gli autori dei testi delle canzoni?
Da tanti anni faccio dischi collaborando con autori diversi per i testi, quindi ormai si è creata una relazione con alcuni di loro. Fondamentalmente con Alessandro Cremonesi, poi con Luca Lezziero, Luca Gemma, Luca Morino. Molti li avevo già contattati per altri dischi, come Gianluca Massaroni, autore di un paio di pezzi su “Una città esposta”. Altri invece sono contatti nuovi come Antonio Di Martino, Angelo Sicurella, Fabrizio Coppola, Marina Petrillo, quest’ultima una giornalista che si è cimentata meravigliosamente in questa nuova esperienza.

Il disco è uscito con la Riff Records, giovane label di Bolzano. Come mai con loro?
Questo è il secondo disco che faccio con la Riff. Ho un bellissimo rapporto con Paolo Izzo, la persona che gestisce e che praticamente fa tutto in questa etichetta. Ne sono venuto a conoscenza tramite la mia agenzia di booking. Poi ho ritrovato una mail di tantissimi anni prima in cui Paolo, conoscendo il mio passato tra La Crus, Afterhours, si dichiarava interessato a collaborare. Credo e spero di fare ancora tanti altri progetti con lui.

Avete presentato “La Storia è Adesso” al Mart di Rovereto il 9 novembre. Non è difficile capire il perché … altre presentazioni del disco? Come e dove?
Sì il 9 novembre abbiamo presentato “La Storia è Adesso” al MART di Rovereto ed è andato tutto molto bene, è stato molto emozionante. E’ stato fondamentale fare la prima a Rovereto davanti alle persone i cui parenti hanno realmente vissuto queste vicende. Le altre presentazioni ufficiale saranno il 12 dicembre al Museion di Bolzano e il 27 gennaio 2019 al museo del Novecento a Milano. “La Storia è Adesso” è comunque in giro per tutta Italia da adesso.