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Il mio Beautiful Day

di Marco Simoncelli Sic su Smemoranda 2011 - Beautiful day

Sepang, Malesia 19/10/2008

Sveglia alle 7:01, perché mi dà l’idea che quell’1, dopo il 7 sia di buon auspicio per la giornata. Faccio doccia, colazione e mi vesto, anzi, prima mi vesto e poi vado a fare colazione… tutto secondo una scaletta ben precisa, che seguo in tutte le gare. Già durante la colazione, anche se cercavo di fare finta di star calmo, ero abbastanza agitato. È strano, avevo 37 punti di vantaggio su Bautista e, con sole 2 gare rimaste, i punti disponibili erano 50. Quindi avevo un margine sufficiente per stare tranquillo. Ma in quei momenti ti sembra che quei 37 punti siano niente. Soprattutto nei giorni che precedono le prove ti vengono mille dubbi, pensi a tutti i pezzi che compongono la moto e ti sembra impossibile che tutti possano tener botta fino alla fine della gara. Ti chiedi addirittura se quando scenderai in pista saprai ancora guidare la moto. Insomma ti fai un milione di seghe mentali senza alcuna logica.

Però arriva finalmente il giorno delle prove e, una volta sceso in pista tutti i tuoi dubbi spariscono e tutto ti viene con estrema naturalezza. Infatti i due giorni di prove sono molto positivi, io mi sento bene, la mia Gilera è in forma e alla fine faccio il III tempo. Tornando alla domenica, una volta in circuito, faccio tutto come se fosse una gara qualsiasi, ma dentro di me so che non è proprio così. Nel warm up, il turno di prove della domenica mattina va tutto liscio. Io, la mia moto e il mio team siamo pronti per la grande battaglia.

Nel lasso di tempo che va dal warm up alla partenza della gara, sono molto teso, non riesco a tenere nessun oggetto in mano, mi cade tutto, sembro un rincoglionito.

Rimango nervoso fin sulla griglia di partenza, poi come per incanto, ma come mi succede sempre, subito dopo il via, mi sento leggero, sicuro e, mi sembra di avere tutto sotto controllo. Dopo metà gara rimaniamo in testa io, Bautista e Aoyama; qualsiasi cosa succeda a me basta il III posto per diventare Campione. Decido però di non accontentarmi, di provare comunque a vincere, ma un grosso rischio mi suggerisce che forse è meglio lasciar fare l’eroe a qualcun altro, e accontentarsi del piazzamento. Così lascio andare via i miei due compagni di fuga e mi metto tranquillo in terza posizione in solitaria, ad aspettare la bandiera a scacchi. Ed è qui che è iniziata la parte più difficile della mia gara. Faceva un caldo infernale, non respiravo più, i giri mi sembravano eterni. Ascoltavo il motore con grande attenzione e speravo con tutto me stesso che filasse tutto liscio fino alla fine. Finalmente arriva l’ultimo giro, mi sembra ancora adesso di sentire i brividi che mi hanno accompagnato per tutto il rettilineo che precede l’ultima curva e, proprio lì, una volta dentro all’ultima curva mi sono detto: “Cazzo è fatta, ce l’ho fatta!” Infatti uscito da quell’ultimo tornante davanti a me c’era la bandiera a scacchi, e il traguardo, quel traguardo che rincorrevo da una vita e che finalmente avevo raggiunto. Era fatta! Ero Campione del Mondo. Da quel momento in poi non mi ricordo bene che sensazioni ho provato, ero contento, ma allo stesso tempo mi veniva da piangere, ero completamente disidratato, ho rischiato quasi di svenire in conferenza stampa in mondo visione. Tutti mi parlavano, urlavano, mi abbracciavano, io facevo cenno di sì con la testa, ma in realtà per un’ora non ho capito assolutamente niente ne’ di quello che stava succedendo ne’ di quello che mi dicevano. All’inizio facevo fatica a crederci, a realizzare e allora ricordo che mi ripetevo: “Oh ciccio sei campione del mondo adesso… mica pugnette!”

Eh sì, questo è decisamente il mio più beautiful day di tutti. Io adoro ricordarlo, mi mette il buon umore e mi sembra di rivivere quei momenti… ma sogno di vivere un’altra giornata così, magari ancora più beautiful… so che ci sarà da lavorare, da farsi il culo ma sono altrettanto convinto che ci riuscirò… un giorno.

Penso che ognuno di noi nella vita abbia vissuto una giornata speciale, che non si può in nessun modo dimenticare. E allo stesso modo penso che ognuno di noi abbia dentro di sé un sogno da inseguire, un obbiettivo per cui lavorare. Chi non ce l’ha, per me, sarebbe opportuno che lo trovasse, guardando dentro di sé e non parlo solo a livello sportivo, ma in qualsiasi ambito, perché se avete ben chiara la vostra meta, tutti i giorni che vivrete inseguendola avranno un sapore di BEAUTIFUL DAY…

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