Ho letto Sirene di Laura Pugno in estate, tutto d'un fiato, il giorno di ferragosto, e da allora continuo a pensare alla bellezza di quel libro.
Sì, mi è rimasto attaccato al cervello. Visionario e poco italiano, il primo romanzo della scrittrice romana è ambientato in un futuro dove gli uomini si nascondono dal sole perché i suoi raggi causano il "cancro nero", hanno scoperto l’esistenza delle sirene (e le hanno rese schiave, carne da macello o bordello) e la yacuza domina su tutto e su tutti in maniera indisturbata. Sembra il perfetto soggetto per un film fantascientifico, commerciale ma intelligente, qualcosa che in Italia potrebbero girare in pochi (forse Salvatores, forse Ferrario), in Francia Luc Besson, negli States Spielberg, ma sembra pure qualcosa di vero e possibile, come una storia di Philip K. Dick: lo sfruttamento industriale dell’uomo sulle sirene, il profitto al primo posto, la mafia a controllare il tutto, l'inquinamento e i danni da esso causati. E non c'è un briciolo di moralismo, solo azione pura. Infatti dietro a questi temi alti (o forse davanti), c'è la vicenda di Samuel, modesto addetto alle vasche delle sirene, che un bel giorno ha la cattiva idea di accoppiarsi con la più bella di queste. Sarà causa di guai tremendi, fino al finale liberatorio.
Visti tutti questi pregi, come non chiedere all'amica Laura Pugno la solita intervista alligatoriana? Come non chiedere a lei dei consigli a delle giovani scrittrici? Nonostante i molti impegni ha accettato di rispondere.
Questi sono i suoi consigli riguardo...
- Scrivere
Come nasce un tuo scritto? Poesia, racconti, romanzi, sceneggiature, articoli... Hanno una radice comune? Consigli ad una giovane scrittrice?
C'è sempre una lunga meditazione interiore, prima di scrivere. E dopo aver scritto, di solito, c'è un periodo di silenzio. All'inizio questa ciclicità mi angosciava un po', adesso ho imparato, diciamo così, a sentire il tempo interiore. Creativamente, il momento migliore è alla fine di una fase di preparazione lunga: è stato così per Sirene, dopo un anno che pensavo a scrivere un romanzo, e anche per le poesie de Il Colore Oro (Le Lettere 2007, con foto di Elio Mazzacane).
Dare consigli è difficile, ci sono tanti modi di essere scrittore/scrittrice, e imparare a scrivere è un addestramento anche fisico. Quello che vale per me - ad esempio, custodire il segreto su un testo in via di scrittura, parlarne pochissimo - può non valere per altri. Un consiglio può essere questo: leggi quello che vuoi scrivere, stai nel campo. Se vuoi scrivere una sceneggiatura, leggi cento sceneggiature. Fai "ricerca". Cerca di curare la lingua, curare la struttura. E soprattutto, di imparare a sentire quando quello che hai scritto vale, quando porta la tua voce, quando è essenziale, e quando no. Questo è fondamentale, una volta che il testo va nel mondo, ma anche prima, quando è in fase di definizione. Quando ci si confronta con altri scrittori, o con gli editor.
- Sirene
Com'è nato Sirene? C'è dietro un lavoro di ricerca notevole, questo si sente. Ci puoi svelare com'è stato concepito e si è sviluppato il lavoro? Ci sarà un seguito?
Sirene è stato scritto in tre giorni (ma poi è stato riscritto dieci volte). Alla fine di una lunga preparazione, può avvenire l’esperienza di flusso. Di ricerca, in effetti ne ho fatta molta, ma era rivolta a scrivere un altro romanzo. In qualche modo, è una storia che ha sorpreso anche me. Un seguito? Direi proprio di no. Ho delle storie sottomano che hanno qualcosa in comune con Sirene, ma sono ambientate in altri tempi e in altri mondi.
- Cinema
Leggendo il romanzo sembra di assistere ad un film. Tu, che hai avuto pure esperienze cinematografiche, come lo vedresti il film Sirene? Quale regista vorresti per girarlo? Lo gireresti tu stessa?
Mi piacerebbe moltissimo vedere un film tratto da Sirene. Non credo che sarei capace di girarlo io stessa, di sicuro amerei collaborare alla sceneggiatura. In quanto ai registi, facciamo lavorare l'immaginazione: in mancanza di una macchina del tempo per raggiungere Andrei Tarkovski, direi Wim Wenders per Fino Alla Fine Del Mondo, Terry Gilliam per L'Esercito Delle Dodici Scimmie, o magari David Cronenberg per eXistenZ.
- Sfruttamento dell'uomo sulla sirena
Lo sfruttamento dell'uomo sulla sirena è un tema forte: le sirene trattate come bestie da macello mi hanno molto colpito. Descrivi un mondo violento, cinico, pieno di brutti ceffi, un mondo dominato dalla malavita, soprattutto maschile. Insomma, non il futuro, ma il presente. È significativo che un romanzo scritto oggi parli delle sirene in questo modo e non, come in altri periodi, come esseri romantici con i quali convivere da pari nonostante le differenze? È un segno dei tempi? È una presa di posizione politica? Si può parlare di un romanzo "politico"?
In altri tempi il rapporto dell’uomo con il mondo in cui vive, e la capacità della nostra specie di incidere sulla natura, di trasformarla, erano diversi da oggi. Le cose sono molto cambiate dai tempi del mito greco, o delle Melusine medioevali. Sirene è un romanzo d’anticipazione, certo molto influenzato dal presente. In questo senso è "politico", anche se non è un romanzo a tema.
- Tatuaggi
Nel libro parli da vera esperta di tatuaggi. Ho letto pure un tuo articolo su il manifesto riguardo questo argomento. È una tua passione da sempre oppure hai fatto ricerche appositamente per il romanzo? Hai qualche tatuaggio? Ti piacerebbe averne?
Il tatuaggio mi affascina molto – più nella sua dimensione storica che in quella contemporanea, di moda – ho fatto letture in materia, ma non ne porto addosso, per una forma di diffidenza istintiva verso le modificazioni del corpo incancellabili (o cancellabili solo con una certa difficoltà ). L'ornamento del corpo è una delle cose che ci rende umani, sin dal Paleolitico, eppure in qualche modo solo adesso ne sto capendo la "naturalezza".
- Le case editrici
Una giovane scrittrice ha in mente un romanzo. Vorrebbe vederlo pubblicato, ma le case editrici alle quali lo manda non lo prendono in considerazione: «Interessante, ma pubblichiamo pochi libri»... «Prova a pubblicarlo su Internet»... «Abbiamo già in catalogo romanzi sullo stesso tema»... (cito a memoria). Cosa si dovrebbe fare per suscitare interesse? Cosa non si dovrebbe fare? Il tuo incontro con il mondo editoriale...
Il rapporto con il mondo dell'editoria - in cui si entra per cooptazione, non c'è altro modo - è sempre molto complesso. Oggi, da una parte ci sono opportunità che dieci anni fa non c'erano: Internet, i blog, è ovvio. Ma dall'altra, i montaliani "varchi" («...ma taluno sovverta ogni disegno / passi il varco / qual volle si ritrovi», da Casa Sul Mare) per tutto ciò che non sia romanzo mainstream o di genere a larga diffusione si stanno restringendo moltissimo. Allora, che fare? Una strategia che nella mia esperienza sembra funzionare, soprattutto se si è nell'età in cui di solito si tentano i primi approcci all’esordio, è darsi un luogo da cui parlare: fondare una rivista, ad esempio, o comunque in qualche modo creare un gruppo. Non parlo necessariamente di "militanza" (a meno che non si voglia), parlo di rapporti umani e letterari con i propri pari, con la propria generazione, per conoscere meglio anche se stessi e per riuscire a essere "visti" dalle generazioni precedenti. Darsi un luogo consente di essere presi seriamente, di non essere considerati semplicemente dei postulanti. In questo senso, un buon "case study", in poesia, è quello di "Atelier".
- Influenze
Leggendo Sirene mi è parso di riscontrare qualche parentela con Philip K. Dick (Cronache Del Dopobomba, ma non solo quello), certo Stephen King, Fiskadoro di Denis Johnson (pochi lo ricordano, purtroppo) e molto cinema Usa. Sono solo mie masturbazioni mentali oppure qualche vicinanza c'è? Quali altri artisti ti hanno influenzato? La critica ha parlato anche di Calvino, i manga...
Non nego influenze cinematografiche, non solo americane, mentre non ci sono filiazioni dirette dagli autori che hai citato. Calvino l’ho molto letto nell'adolescenza ma non lo ritrovo in Sirene. In quanto ai manga - tranne il particolare del "mangiare carne di sirena", tratto da Rumiko Takahashi come dichiaro nelle note del romanzo - direi che più che altro hanno avuto un'influenza diffusa, generazionale: poi certo in Sirene, l’ambientazione (simil)giapponese crea un effetto ottico di disturbo…
- La più grande truffa del rock'n'roll
Chi è per te la più grande truffa del rock'n'roll?
Mi avvalgo della facoltà di non rispondere…
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Laura Pugno in una foto di Susan B. Landau

