Un incontro immaginario tra Edward Hopper e Raymond Carver, recita il sottotitolo, ed è proprio così. Aldo Nove immagina che il grande pittore americano incontri durante un viaggio lo scrittore padre del minimalismo (etichetta che lui rigettava e Nove, non a caso, mai cita). Siamo nel 1958, Hopper è già affermato, mentre Carver è solo un giovane con tante idee di racconti per la testa. I due s’incontrano per caso in un bar, l’espansiva moglie di Hopper inizia il discorso e i due partono per la tangente. Poi, a pesca lungo un fiume, si scambiano impressioni importanti.
In sole settantotto pagine di testo (più una ventina tra foto del pittore e suoi celebri dipinti), Nove descrive questo incontro inventato, ma verosimile, parlandoci di Hopper e della moglie Josephine Nivison, di Carver e della loro poetica. Ci infila dentro alcuni racconti dell’autore di “Cattedrale” (chi non si ricorda di quel gigantesco pesce pescato da un bambino che aveva marinato la scuola? … o della famosa poesia “Il pittore e il pesce”?) scodellati in diretta dallo scrittore ad Hopper.
Un piccolo libro magico, preso quasi per caso (e anche perché prendo tutti i libri di Nove). Mi fa venire voglia di rileggere Carver o di andare alla mostra su Hopper in corso in questi giorni a Milano (fino al 24 gennaio a Palazzo Reale). Arte su arte, da perdercisi dentro. Nove, anzi, dieci e lode.
Per Hopper, Carver, Josephine Nivison, la letteratura, la pittura, la poesia, il Novecento, il femminismo, Nove e più motivi …
Aldo Nove, Si parla troppo di silenzio – Skira 2009, pp. 96
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