Ka mate Ka ora, Entertainment in slow motion – DeAmbula rec., 2010
Si comincia con un disco, poi se ne fa un altro con la voglia semplicemente di farlo e non pensarsi già una star. È la modestia infatti che colpisce in questi tre ragazzi di Pistoia, modestia legata indissolubilmente al talento. Dopo l’esordio promettente di un anno fa, i KMKO ritornano con questo “Entertainment in slow motionâ€, riuscendo a ricreare ancora una volta la magia ipnotica della loro musica.
Fin da “Vincentâ€, pezzo d’apertura dalle movenze Radiohead, sento buone vibrazioni lungo la mia coda. Questo succede anche in “My psychedelic teacherâ€, quasi la continuazione del precedente, forse con più elettricità , e nello strumentale “Pigin sheep in a toothless dreamâ€, capolavoro di gusto e misura. Il disco prosegue con calma, dilatando i tempi e consentendo alla mia coda di battere ad un ritmo costante, salvo scossoni tipo “Comes with the fallâ€, con il violino di Wassilij Kropotkin, "Just an explanation", cure-song che ha per tema un serial killer, e la nuova versione di “Suga†dei Baby Blue, suonata assieme a Mirco Maddaleno e Serena Altavilla.
Non mi piacciono e non sono bravo a fare classifiche, ma mi sento in dovere di affermare che “Entertainment in slow motion†entrerebbe tra i cinque album italici del 2010, se le facessi. Aspetto la terza uscita (ci sarà una canzone da me ispirata: “Get Fuzzy “ come quella striscia a fumetti).
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA "Intervista ai Ka mate Ka ora"
Mytho, In The Abstract – AMS Records/BTF, 2010
Mytho, come il mito Greco della classicità , Mytho come “sei un mito…â€. Convive nella band romana questa doppia anima, altisonante e pop(olare). E pure la musica che hanno scelto di fare, il progressive-rock, ha sempre avuto questa ambivalenza: musica colta, alta, impegnata, musica di grande impatto spettacolare (però in Italia, confinata nella nicchia, chissà perché).
Questo quartetto da poco formatosi, dopo alcune esperienze nella scena metal, tenta di portare in superficie il nostro prog anni ’70 mischiandolo con quello britannico di formazioni come Asia e Marillion, con le quali hanno pure avuto delle esperienze dirette (John Payne canta e suona in un brano, scritto assieme ai Mytho, un contatto trovato semplicemente con una mail).
Così è la loro musica, semplice e diretta, a tratti sognante, mai pacchiana, sempre ordinata. Si sente subito dall’intro “Abstractâ€, brano fresco e in salire, che ai Mytho piace fare le cose bene. Il secondo pezzo “Lunaâ€, dalle atmosfere liquide, conquista per uno splendido assolo di chitarra, mentre con il terzo, “Alpha Centauriâ€, trovano la giusta misura tra leggerezza e profondità . Il pezzo cult è “New Gemini’s Risingâ€, con la vociaccia di John Payne a dire la sua, poi tutto fila via liscio, con estrema professionalità . Ottimo pure il pacchettino, con note, tutti i testi e le foto con nomi della band. Insomma, c’è solo da lasciarli crescere …
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA "Intervista ai Mytho"
Nichelodeon, Il gioco del silenzio - Lizard, 2010
Se questo fosse un mondo perfetto, i Nichelodeon sarebbero il vero gruppo della musica alternativa italica. Attorno a Claudio Milano, voce tra le più particolari in giro (Demtrio Stratos dei nostri giorni?), si è ritrovato un bel gruppo di musicanti, capaci di dare vita a dei brani di vera musica moderna.
Nichelodeon è ormai un organico composto da sette musicisti incontenibili, in grado di mischiare l’alto con il basso, riuscendo ad uscirne sempre a testa alta. Dodici pezzi di grande progressive contaminato e contaminante. Contaminato dai generi di musica più varia che ci sia, grazie alle esperienze maturate nel corso degli anni da questo incredibile ensemble: classica, jazz, musica contemporanea, noise, rock, blues, avanguardia, canzone d’autore, etnica, pathos…
Due anni dopo il live autoprodotto “Cinemanemicoâ€, esce, per la label l’indipendente Lizard, questa elaborata miscela per equilibristi del suono, “Il gioco del silenzioâ€, con otto inediti e quattro pezzi del precedente cd registrati in studio. Coerenti con il loro progetto di contaminazione, allegano anche la chicca stratosferica “Come sta Annie – Twin Peaks 20^ Anniversary Showâ€, documento di una serata fatta al Bloom di Mezzago per il ventennale della serie televisiva di Lynch, che sconvolse il concetto di serial. Mi piacerebbe che i Nicheodeon sconvolgessero il concetto di musica alternativa. Andiamo un po’ più in là ...
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA "Intervista ai Nichelodeon"

