Avremo anche il Vaticano a due passi, ma la sensazione è che gli esorcisti siano in ferie da un pezzo. Perché se è vero che «Errare è umano e perseverare è diabolico», in Italia sono in parecchi ad avere bisogno di una controllatina alle corna.
Soprattutto dopo che l'Istat ha emanato il suo annuale Rapporto sulle condizioni economiche e sociali del nostro Paese, la conferma più attendibile (e, per questo, più sconfortante) di quello che, per mesi, hanno suggerito avvisaglie e sensazioni. Di chi - secondo diretti responsabili e "addetti ai lavori" - era malato di allarmismo e cattiva fede e che, al contrario, si è rivelato poi la Cassandra di turno, sistematicamente ignorato e rispedito al mittente qualunque fosse l'oggetto del suo appello e del suo bisogno.
Come le famiglie.
Ma non quel colluttorio mediatico con il quale chiunque - a Destra, a Sinistra, al Centro e 3 metri sopra il cielo - da mesi si risciacqua la bocca solo per sbiancarsi la dentiera, e nemmeno le "Family" che in piazza San Giovanni dichiarano compiaciute «Abbiamo cinque figli, non ci manca niente e non potremmo essere più felici di così!». No, non loro. Ma quel 14.7 % di famiglie che arriva a malapena alla fine del mese, quell'11.1% di famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà e quel 28.9% di famiglie per le quali già una spesa imprevista di 600 euro sarebbe insostenibile.
Certo, non bisogna essere degli strateghi per capire che se tutte le politiche rivolte a questa fantomatica e distorta idea di "Family" si concentrano da un anno a questa parte nell'osteggiare la Legge sui Dico e nell'organizzare sagre paesane spruzzate di Povia ed acquasanta c'è poco da essere ottimisti anche per il futuro.
Perché il reale problema a monte di questa disperata situazione nazionale è l'ipocrisia di chi se ne fa strenuo difensore. Come la Chiesa, che possiede oltre il 20% dell'intero patrimonio immobiliare in Italia - e sul quale, per legge, non paga l'Ici - e che curiosamente invita il Governo a tutelare quelle stesse "famiglie povere" che ha sfrattato il giorno prima per 'dare un tetto' a chi può garantire affitti più alti. E come i Politici, tutti indistintamente, finalmente messi a nudo dall'illuminante saggio di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella "Casta" (Rizzoli) nei loro sperperi, nei loro lussi incontrollati, nei loro abusi economici di potere che non conoscono eguali nel resto d'Europa.
Tutti a piangere lacrime da coccodrillo per i "poveri ragazzi con un lavoro precario" e per i "poveri vecchietti con le pensioni a zero". O, al massimo, a scaricarsi la coscienza secondo la regola che «La prima gallina che canta è sempre quella che ha fatto l'uovo» cercando improbabili capri espiatori nei Dico (sempre gettonatissimi al primo posto tra le cause di tutti i problemi dell'Italia nonostante - fatto bizzarro - non siano mai nemmeno stati approvati), nella Finanziaria, nell'Immigrazione e magari anche nelle temperature sopra la media.
Pensare che ci si sono messi talmente d'impegno, per raggiungere un simile obiettivo, che potrebbero avere almeno l'onestà morale di festeggiare.
Beh, effettivamente... Chi ci dice che non lo abbiano fatto?

