Opinioni
13/12/2007
Tre impronte di vernice - Intervista a Kayone
Inchiesta (nel vero senso della parola) sul mondo dei Writers

di Caterina Balducci e Antonio Incorvaia

:Quarta puntata:

Colpo di scena: pensavamo che ad avere le ore contate fossero i Writers, e invece stiamo scoprendo che ad avercele sono i loro nemici giurati, Amministratori e Puritani Metropolitani. Perché hai voglia ad accusarli di avere ucciso il Buon Senso coi loro spray e i loro scarabocchi: i nostri Street Artist non solo hanno cuore e talento (e di questo non abbiamo mai dubitato), ma soprattutto hanno alibi inattaccabili che stanno rovesciando radicalmente il corso della nostra inchiesta.
Airone e Atomo, nei giorni scorsi, sono già riusciti a dimostrare la loro piena innocenza ed estraneità ai fatti.
Ora sul "banco degli imputati" resta solo Kayone: che entri in aula e prenda la parola...

Lungo la strada di una grande città, ai piedi di un graffito, è stato ucciso il Buon Senso. Gli unici indizi ritrovati sulla scena del delitto sono tre impronte di vernice, di cui una - secondo i soliti benpensanti che vedono voi Writers come il fumo negli occhi - appartenente proprio a te. Per prima cosa: hai un alibi?
Se ai piedi di un graffito venisse trovato ucciso il Buon Senso, non sarebbe un mio graffito. Semplicemente, ho imparato a dipingere in modo da eliminare il problema: cerco di dare il meglio in ogni mio intervento spostando il problema non più su una discussione oggettiva del mio lavoro, ma bensì su un approccio soggettivo... "E' bello ma a me non piace, è bello ma non ci capisco niente". Scelgo il posto con intelligenza cercando di non intaccare la proprietà privata o pubblica, facendo qui una valutazione estetica personale con quei canoni che la città e la strada mi ha insegnato. Tutto quello che di mio uccideva il Buon Senso ora non esiste più. Come ogni writer ci sono passato - è nella nostra storia dei graffiti e non può cambiare -, ma ora sono cresciuto. Quel graffito non può essere mio...

Ti viene data la possibilità di esprimere liberamente la tua arringa difensiva. Come sostieni la tua innocenza di fronte a chi ti accusa di uccidere il Buon Senso attraverso la tua "Arte"?
Per difendermi citerò il 'paladino' dei giorni nostri, l'onorevole Vittorio Sgarbi. Il Buon Senso non siamo solamente noi ad ucciderlo, ma anche chi, come dice Sgarbi, non riesce a fare una distinzione tra chi merita di essere perseguito e chi forse sarebbe degno di un posto tra quelli da difendere. I suoi esempi mi divertono sempre, molto spesso ci confronta a Giotto. Se un affresco di Giotto venisse eseguito su muro senza un regolare permesso, questo verrebbe difeso anche a fronte dell'atto illegale dell'occupazione di quello spazio pubblico o privato. Sgarbi con questo esempio ci paragona all'artista, e giustamente sottolinea come il fatto della legalità passi in secondo piano rispetto al risultato artistico ottenuto. Peccherò di presunzione, ma penso in questi anni di essermi guadagnato un posticino tra quegli eletti, che comunque sapranno sempre dove e come operare in conformità al cosiddetto Buon Senso e Bene Pubblico...

Se la vernice fosse sangue, a chi apparterrebbe? Alle strade e alle città, a chi la usa, al Buon Senso stesso?
La nostra è prima di tutto una grande passione, che muove i nostri cuori e fa lavorare la nostra testa. Se c'è del sangue è sicuramente il nostro, e viene fuori da tutti quegli anni che abbiamo dedicato al writing, rischiando, spendendo e dedicandoci a qualcosa che è diventato la nostra vita stessa. Un regalo però alla città, che in alcuni casi ha saputo ricevere e in altri solamente respingere, senza analizzare, capire e magari aiutare. Dal 1988 ci siamo dedicati alla realizzazione, per noi e per la città, di due grossi muri della zona periferica milanese: a distanza di anni, prima ci è stato proibito di continuare il nostro lavoro, e ora è stato cancellato tutto. Se c'era del sangue ora è difficile trovarne traccia...

A fronte di molti politici, critici e rappresentanti istituzionali che ti/vi accusano, Vittorio Sgarbi - al contrario - ti/vi difende. Questo ti rassicura o temi che possa essere un'ulteriore prova a tuo/vostro discapito?
La situazione è molto preoccupante. Dopo aver visto svanire, come ho detto, i muri ai quali ho dedicato 20 anni della mia vita, come mai prima d'ora vedo una determinazione da parte delle istituzioni a risolvere il "problema". Sarebbe utile che le valutazioni di Sgarbi venissero analizzate con più attenzione, servirebbero quantomeno a fermare la distruzione della storia del writing milanese. Non penso che Sgarbi sia interessato realmente a farsi portavoce dei nostri problemi, ma si avvicina perlomeno facendo una analisi intelligente e attenta del fenomeno, cogliendo sia i lati negativi, ma anche quelli positivi, che vanno tutelati e difesi...

A questo punto, se non sei tu (e non è qualcuno dei tuoi colleghi), chi è il vero colpevole? Chi ha ucciso il Buon Senso, e qual è stato il suo movente?
Il Buon Senso è in tutti noi, a volte nascosto, o più semplicemente celato dietro un agire più conveniente. Non posso dire di non aver perso il Buon Senso per buona parte della mia vita da Writer e non posso neanche dire che molti miei colleghi non lo perdano saltuariamente, ma se di Buon Senso si parla, sono sicuro che non è certo il movimento del writing ad averlo ucciso. Non siamo altro che ragazzi, figli della nostra società né più né meno di altri e come loro siamo influenzati da errori e sbagli che i nostri padri hanno fatto prima di noi. Il Buon Senso andrebbe recuperato di misura, sia in noi Writer, che nelle istituzioni che ci danno addosso, senza fare distinzioni ma guardando con occhi ciechi e facendo trasparire una grande perdita di intelligenza che tanto assomiglia a quella parte di Writer che vogliono combattere e sopprimere.

Gallery
La fotodifesa di Kayone

Prova #1: Milano, Leoncavallo 2005

Prova #2: Benevento 2007

Prova #3: Romano di Lombardia 2005

Prova #4: Bollate 2007

Per conoscere meglio Kayone e le sue opere, visita il suo Sito Ufficiale!

Leggi le puntate precedenti:
1. Introduzione
2. Intervista ad Airone
3. Intervista ad Atomo

Appuntamento a domani con l'ultima puntata:
la SOLUZIONE DEL CASO!

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